Heto: i saponi bio lavano bene e sono convenienti

Produttori di saponi in trincea: prima accusati di inquinare, poi di produrre detersivi poco detergenti

Heto: i saponi bio lavano bene e sono convenienti

Resiste nel consumatore italiano la convinzione che il prodotto biologico non sia efficace. La testimonianza di una società che ha investito nell'Ecolabel puntando a fare cultura ambientale

Per anni sono stati accusati di essere i primi responsabili dell'inquinamento di mari, laghi e fiumi, ma da quando hanno voluto dimostrare che anche i loro prodotti potevano essere rispettosi dell'ambiente, devono combattere con altri pregiudizi. I produttori di saponi e detergenti sono sempre in trincea: prima contro l'opinione pubblica che li additava come untori, ed ora contro chi è convinto che un detersivo bio non pulisca quanto un normale sapone. «Siamo orgogliosi della nostra linea di produzione che ha ottenuto il marchio Ecolabel - spiega Cristian Versari, responsabile marketing di Heto srl - ma troviamo molto difficile far passare il messaggio ecologico dei nostri prodotti. Produciamo per la grande distribuzione e il cliente medio chiede un prezzo basso, più che ecocompatibile. Inoltre resiste il concetto che biologico lava meno, il cliente italiano ha ancora molto da crescere in cultura ambientale».

In effetti sarà che saponi e detersivi non fanno più quella bella schiuma morbida (responsabile prima dell'inquinamento delle acque), ma c'è resistenza a comprare prodotti che rispettano l'ambiente. Problema analogo ha investito i prodotti concentrati, il messaggio che ne bastava solo poche gocce non è riuscito a conquistare, si continuava ad usare maxi quantità con un danno doppio: per l'ambiente e per la tasca.
La Heto è entrata a far parte nel 2002 del gruppo Madel e commercializza con il marchio Ecolabel prodotti per la cura della persona e per la casa con il marchio Winni's.
«L'azienda è sempre stata attenta alle tematiche di impatto ambientale. – sottolinea Cristian Versari - Strategicamente con la linea Winni's puntiamo ad attirare gli acquisti dell'ecologista e del consumatore medio che sceglie il primo prezzo, per coniugare alta qualità a basso costo. Una sfida importante per il mercato italiano dove prevalentemente operiamo, ma che tiene conto anche di un prossimo allargamento ad altri Paesi europei dove l'attenzione per l'ambiente è una leva di marketing strategica».

Rita Schena
 
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