Nel parco delle Alpi Marittime un angolo «certificato»

Una chiacchierata con il gestore del rifugio di Palanfré

Nel parco delle Alpi Marittime un angolo «certificato»

«Il marchio è garanzia di impegno e responsabilità. Il marchio ecolabel non è un punto di arrivo ma il punto di partenza per rendere vincolante il proprio impegno verso l'ambiente. Credo che solo provando a mettere in pratica i criteri necessari all'ottenimento del marchio si possa capire quanto impegno comporti e che mentalità ci debba stare dietro»

Flussi turistici non sostenibili, rifiuti, condizioni igieniche sono il rovescio di quello che si può nascondere dietro un posto incantevole in montagna o su una bellissima isola. Questi luoghi, simbolo dell'ambiente incontaminato, possono essere al contrario punti critici d'inquinamento. Per questo la certificazione può essere una garanzia che sancisce una gestione doc.
Ma il rifugio di Palanfré in Vernante, una rinomata stazione di villeggiatura della media Valle Vermenagna nel parco delle Alpi Marittime, non ha avuto questi problemi, era già ok ancor prima dell'avvento dell'ecolabel ed ha ottenuto il marchio in tempo record: due mesi. «Ci siamo certificati – ci dice Paola Bergese che gestisce dal 2000 il rifugio – per il semplice fatto che era perfettamente in linea con quanto già stavamo facendo: quando sono venuta a conoscenza dell'esistenza del marchio mi sono detta che aveva senso certificare qualcosa che già mettevo in pratica e che con il marchio avrei potuto migliorare».
Ma i problemi non mancano in montagna: «Essere in montagna, paradossalmente, può creare qualche inconveniente che per molti rifugi è insormontabile, primo fra tutti quello dell'allacciamento ad un impianto fognario. Per noi non c'era perché in quanto rifugio escursionistico siamo raggiungibili in auto e la borgata è allacciata all'impianto fognario comunale», questo non vuol dire che per il rifugio sono state tutte rose e fiori, all'inizio mancava anche la raccolta differenziata e al Comune non conveniva mettere su un servizio fino al rifugio, così per anni i gestori hanno portato i rifiuti a valle con i propri mezzi. Infatti, «stare in montagna significa spesso non poter contare su molti servizi che in altri luoghi si danno per scontati e avere maggiori spese di gestione».
Allora cosa rappresenta il marchio per una realtà produttiva particolare come può essere un rifugio? «Il marchio è garanzia di impegno e responsabilità. Il marchio ecolabel non è un punto di arrivo ma il punto di partenza per rendere vincolante il proprio impegno verso l'ambiente. Credo che solo provando a mettere in pratica i criteri necessari all'ottenimento del marchio si possa capire quanto impegno comporti e che mentalità ci debba stare dietro. Molti dei miei colleghi che fanno ricettività turistica pensano che quello del rispetto dell'ambiente sia una bella cosa finché non tocca il loro portafoglio sia in ordine alle spese che al guadagno. Invece spesso le scelte in favore dell'ambiente si traducono in piccoli gesti quotidiani, incluso la lista della spesa, che comportano anche impegno economico».
 
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