Ecolabel d'obbligo per l'hotel di una città d'arte

Intervista al proprietario di un albergo di Ravenna recentemente certificato

Ecolabel d'obbligo per l'hotel di una città d'arte

«Sono in una città d'arte e sento il bisogno di tenere la mia città pulita ed ecologicamente corretta. Sono convinto che in questo modo cambia anche la percezione della città». «L'Ecolabel europeo è stato molto apprezzato e specialmente dai clienti europei che sono molto più sensibili degli italiani alle questioni ambientali. Soprattutto tedeschi, scandinavi, francesi, un po' meno gli americani; fra gli italiani si distinguono soprattutto i lombardi»

«Ci eravamo appena certificati Iso 9000, ci stavamo interessando a certificarci Iso 14000 e abbiamo visto che fra le iniziative che potevano dare più qualità non solo al nostro lavoro ma anche alla nostra vita poteva esserci un sistema di controllo del nostro impatto ambientale, la scelta verso l'Ecolabel europea è stata la logica conseguenza grazie anche alle indicazioni venute dall'Arpa regionale».
È questo, in sintesi, il ragionamento e il percorso fatto da Filippo Donati, titolare dell'Hotel Diana di Ravenna e Vice presidente regionale dell'Assohotel. Lo abbiamo ascoltato per comprendere vantaggi ed eventuali problemi che si incontrano lungo la strada della certificazione ambientale nella qualificazione dell'offerta della ricettività turistica. Si tratta di una scelta forte e convinta che ha dovuto superare la questione costi («Tenga presente – ci dice Filippo Donati – che per certificarci Iso 9000 abbiamo speso quasi 15mila euro») che per una piccola realtà alberghiera di 33 camere non è proprio un aspetto secondario. E per ottenere quali vantaggi?

«La certificazione ha cambiato il modo di lavorare all'interno: i compiti sono ben chiari, c'è un bello spirito collaborativo. Complessivamente quindi si lavora meglio, è aumentato il senso di appartenenza e di imitazione da parte di altre realtà alberghiere, abbiamo notato piccoli risparmi dal punto di vista energetico, idrico. I clienti hanno notato poco la differenza poiché erano già abituati ai nostri standard. Al contrario l'Ecolabel europeo è stato molto apprezzato e specialmente dai clienti europei che sono molto più sensibili degli italiani alle questioni ambientali. Soprattutto tedeschi, scandinavi, francesi, un po' meno gli americani; fra gli italiani si distinguono soprattutto i lombardi».
Nell'attuale situazione culturale e grado di preparazione dell'utente, la strada ambientale non è facilissima. Bisogna superare varie difficoltà: chi è in vacanza vuole staccare e non sentire parlare di ecologia, chi gira per lavoro è già fin troppo impegnato di suo «si è meno disposti a stare a sentire che chiediamo di consumare meno acqua, che usiamo il vetro... tuttavia alcune cose le abbiamo sostituite, come le monoporzioni alle colazioni e non tutti hanno capito questo passaggio, tuttavia sono più i pro che i contro verso l'Ecolabel europeo». Dall'osservatorio di un albergatore è illuminante anche la percezione del grado di preparazione che si avverte dell'utente. «Fino ai 30 anni non hanno una grande sensibilità, è sotto questa età che s'inizia a vedere un po' di sensibilità. Io vedo ancora gente che getta le cicche per terra... Dai 30 ai 45 anni c'è meno sensibilità, oltre non esiste proprio».
Eppure non c'è alternativa alla via ecologica nella gestione alberghiera se si pensa che una struttura ricettiva è una piccola bomba ecologica. Scarichi fognari, rifiuti di vario genere o basti pensare solo alla sostituzione delle pile di un telecomando tv... A Ravenna, nell'hotel Diana esiste una piccola isola ecologica per piano ed è utilizzata.

A Ravenna si punta a migliorare la situazione ricettiva e l'offerta della città, per questo a breve ci sarà un'iniziativa per allargare l'opzione di certificazione di qualità. «Sono in una città d'arte e sento il bisogno di tenere la mia città pulita ed ecologicamente corretta – sottolinea con forza Donati –. Sono convinto che in questo modo cambia anche la percezione della città. Un sistema Ecolabel adottato specialmente dagli alberghi delle marine potrebbe essere un primo passo per poter fruire di questa natura per cent'anni in più, l'Adriatico come è noto è al collasso...».
Quali sono le prospettive e gli obiettivi futuri? In qualità di Vice presidente regionale dell'Assohotel, il proprietario e amministratore unico della società che gestisce l'Hotel Diana, si è impegnato affinché si faccia comunque con Legambiente un protocollo d'intesa da diffondere a tutti gli associati per fare un primo passo verso l'associazione di Albergo Verde. L'Ecolabel è il passo successivo.
Come Hotel «in futuro abbiamo in mente di acquistare un piccolo mezzo elettrico per far visitare il centro storico ai nostri ospiti perché l'età media dei nostri clienti si sta alzando e per i piccoli trasporti è l'ideale in attesa che ci siano i taxi elettrici. Poi ci piacerebbe mettere in cantiere anche un'altra iniziativa, quella di mettere a disposizione un sistema di velotaxi, una sorta di risciò, dato in gestione a studenti per piccoli trasporti nei centri storici».
Ma la società che gestisce quest'albergo e che sta pensando ad una struttura di 80 camere non ha proprio voglia di fermarsi e ora sta puntando sulla bioedilizia. (I. L.)
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner